• Alosys Communications

La Smart City ha un compito.


Come vogliamo far vivere il 68% della popolazione mondiale che secondo le stime dell’ONU entro il 2050 abiterà nelle città?


Come immaginiamo le politiche, gli spazi condivisi, i servizi, la mobilità, i processi di una tale visione?


L’articolo che il CEO di Enel X Francesco Venturini ha pubblicato sulla sua pagine linkedin ci ha dato lo spunto per per scrivere queste righe.


L’ articolo di Francesco Venturini offre spunti ma soprattutto pone molte domande e considerazione sullo sviluppo delle Smart Cities e sulle politiche che le agevolano.

Domande rivolge direttamente e indirettamente a governi, amministrazioni.

Un richiamo verso l’eccessiva burocratizzazione e la scarsità di investimenti che scaturisce in un’affermazione che spaventa


"L'attuale realtà delle città intelligenti è che non ce ne sono”


Qui in Alosys, siamo portati a cercare soluzioni, forse perché forma mentis di società creata da ingeneri, abbiamo investito nelle Smart Solutions e per questo ci teniamo, oltre che a presentare le nostre SOLUZIONI, a fare un ragionamento il più possibile costruttivo e onesto.


Per Farlo utilizzando due citazioni applicate a due domande:


1. Cosa rende una città smart?


Il primo pensiero lo prendiamo in prestito da Aristotele, che si chiedeva, ragionando sul concetto di Polis, quale fossero i criteri che rendono una città grande.

Uno dei maestri del pensiero Europeo non credeva che tale definizione si dovesse attribuire alla mera quantità di persone che la abitano e cosi formulò il concetto:


“La città ha un compito da assolvere, e quella che meglio può assolverlo va ritenuta la più grande”


Lo stesso pensiero può essere applicato alle Smart Cities.

Quale sono i compiti delle Smart city?

Su questo tema ci sono larghi dibattiti, con diversi attori chiamati i causa: i cittadini, l’amministrazione e i fornitori di servizi.


2. Qual è il compito dell’amministrazione pubblica e degli stati?


Sul ruolo che la politica deve assolvere, può aiutarci nella comprensione l’idea del filosofo tedesco Bernard Knaunß:


” L’unione della politica e dell’etica fu logica per i greci, anzi assolutissimamente necessaria per lo stato. Ai greci non interessava raggiungere il sistema più razionale di organizzazione, la macchina statale più efficiente, ma importava loro uno stato che dava alle persone le migliori possibilità di manifestarsi come tali. L’uomo secondo i greci, e quindi la ragione d’essere e la giustificazione dello stato.”


I meccanismi che svilupperanno le Smart Cities vanno ben oltre dei vantaggi economici e tecnologici, ma si disegnano anche con tinte sociali, etiche e di contenuti.


In poche parole non ci convertiremo alla mobilità elettrica solo perché è conveniente, ma perché aneliamo un nuovo tipo di mobilità


Trasformare tutti i veicoli a combustione in elettrico è una conversione tecnica e non è il mutamento culturale di cui abbiamo bisogno.

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